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Speciali -
Salone del libro 2010
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Scritto da Carmine Aceto
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Domenica 16 Maggio 2010 10:59 |
La letteratura indiana e in particolar modo il suo composito universo di autrici femminili, hanno fatto da tema d'attrazione per centinaia di spettatori presso il Punto India allestito al Salone di Torino 2010.
All'incontro dal titolo "L'India al femminile" condotto da Maria Antonietta Saracino, sono state presenti tre autrici indiane molto diverse tra loro per stili e tematiche di scritture. Ci riferiamo a Tishani Doshi, Namita Devidayal e alla magnetica Shobhaa Dé. Quest'ultima, di certo la più ricercata da pubblico e media, ha confermato il suo indubbio carisma non solo per quanto concerne il campo più strettamente narrativo, ma anche quello più vicino alla saggistica con il suo ultimo libro "Superstar India". Così come Shobhaa Dé rappresenta una vera icona mediatica indiana, capace di fondare riviste glamour di assoluto successo nel proprio paese e di diventare una delle più affermate opinioniste televisive, sia Namita Devidayal che Tishani Doshi rappresentano le nuove leve della scrittura indiana declinata al femminile e ancora tutta da scoprire in Occidente. La Devidayal ha presentato per l'occasione il suo primo romanzo pubblicato in Italia da Neri Pozza, "La stanza della musica", un'opera che la giornalista del Times of India ha saputo abilmente costruire intorno alla sua personale passione e competenza musicale. Tishani Doshi, invece, oltre a rivelarsi negli ultimi anni come scrittrice molto originale è una ballerina di danza contemporanea e nel suo nuovo romanzo edito in Italia da Feltrinelli, "Il piacere non può aspettare", che ha ricevuto entusiastici elogi anche da Salman Rushdie, ha narrato in modo fluido e polifonico le vicende legate allo spirito che in questi tempi vivono in India soprattutto le nuove generazioni. La capacità di coinvolgere e in molti casi addirittura ammaliare il pubblico e i lettori da parte delle tre autrici indiane ha fatto si che, nonostante la sala a loro dedicata non riuscisse a contenere tutti gli intervenuti, nessuno tra i presenti ha abbandonato anzitempo la sala a dimostrazione di come quando ci sia da catturare l'attenzione e la curiosità le autrici indiane abbiano una marcia in più, magari dovuta proprio alla loro naturalezza nel porsi in contatto con gli altri. |