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Valerio Massimo Manfredi presenta la sua ultima opera PDF Stampa E-mail
Speciali - Salone del libro 2010
Scritto da Tiziana Cucaro   
Venerdì 14 Maggio 2010 12:17

Nella Sala Gialla del Salone Internazionale del Libro si è tenuta questa mattina la presentazione dell’ultimo libro di Valerio Massimo Manfredi, La tomba di Alessandro.
In una sala gremita di studenti ed appassionati del genere in questione, l’archeologo ha insistito sull’importanza della conservazione della memoria; nessuno, né come individuo, né come gruppo sociale può correre il rischio di perdere il proprio passato.

Dopo la goleardica presentazione all’americana del direttore del Salone 2010, Ernesto Ferrero, Valerio Massimo Manfredi ha esordito dicendo “Non siamo altro che la somma delle nostre memorie” per poi continuare a parlare dell’importanza della storia e del suo “titanico tentativo di costruire una memoria comune”.
Chi meglio di Manfrendi avrebbe potuto affrontare tale argomento al Salone 2010? “Colui- precisa Ferrero- che ha tolto polvere dall’antichità classica”, ed ecco che si entra nel vivo dell’incontro.
La tomba di Alessandro” non affronta, né risolve “misteri”, semmai cerca di interpretare dei problemi di natura storica, in un viaggio nel cuore di un enigma trattato con l’esperienza e la competenza di un archeologo.
Si parte dal parallelismo tra la figura di Gesù e quella di Alessandro, in particolare dal sepolcro. Il condottiero macedone non ebbe una sepoltura comune, ma fu imbalsamato e trasportato con una “macchina” barocca, trainata da 64 muli, verso la Macedonia. Il cammino fu interrotto da Tolomeo I ed il feretro fu portato ad Alessandria.
Con l'affermarsi del Cristianesimo il sepolcro di Alessandro, eretto nella città che portava il suo nome e oggetto di venerazione e visite continue per diversi secoli, in pochi anni cadde nell'oblio. Forse per cause naturali, come lo tsunami che colpì Alessandria nel 362, o forse per un decreto cristiano che consisteva in una sorta di 'damnatio memoriae' per tutti gli eroi pagani,  del sepolcro si perse ogni traccia. Da qui l’enigma.
Valerio Massimo Manfredi è riuscito a coinvolgere con le sue parole tutti i presenti, grazie all’abilità di romanziere e alla capacità di dipingere luoghi e reperti dell’antichità a cui restituisce fervida vitalità.
Per info:
Sito dell’autore: www.valeriomassimomanfredi.it

Valerio Massimo Manfredi (Modena, 1943), topografo del mondo antico, ha insegnato in prestigiose università italiane e straniere e ha condotto spedizioni archeologiche in molte località del Mediterraneo. Saggista, giornalista, sceneggiatore e brillante divulgatore, si è affermato come scrittore di grande successo internazionale con la trilogia Aléxandros, da cui è stato tratto un film. Tra i suoi saggi: La strada dei Diecimila (1986), Le isole fortunate (1990); con Luigi Malnati Gli Etruschi in Val Padana (1991); con Lorenzo Braccesi Mare greco (1992) e I greci d'Occidente (1996); con Vencenslav Kruta I celti d'Italia (1999). Tra le opere di narrativa: Palladion, Lo scudo di Talos, L'oracolo, Le paludi di Hesperia, La torre della solitudine, Il faraone delle sabbie, Chimaira, L'ultima legione, Il tiranno (2003), L'impero dei draghi (2005), L'ultima legione (2007) e Idi di marzo (2008). Per ragazzi ha pubblicato Il romanzo di Alessandro (2005).