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Quanti libri ho visto leggere lungo la strada per arrivare a Torino. Libri con copertine azzurre come l'acqua del mare sfiorato dal percorso del treno. Altri in edizioni tascabili. Alcuni addirittura stampati con inchiostro sbiadito.
Ho visto questi libri sin dal mattino, in mano a viaggiatori in attesa d'imbarco. Quasi sempre avevano una dignità diversa dal bagaglio a mano o dalla valigia. Non erano un peso necessario. Erano l'introduzione al tempo da trascorrere in movimento. Si perchè i libri si muovono, passano di mano in mano, alcuni si fermano su una poltroncina, dimenticati da passeggeri frettolosi o semplicemente sbadati, e anche così arrivano. Il salone Internazionale del libro di Torino domani apre i suoi 50000 metri quadri di esposizione a questi libri, a chi li scrive, a chi li pubblica e a chi li legge. Per dirla tutta, durante il viaggio in direzione Torino, ho visto lettori abili nel destreggiarsi tra supporti diversi. Ragazzi che sfogliano testi digitali con il tasto di un I-Pod, uomini in giacca e cravatta che consultano testate on-line e pendolari che lasciano un segnalibro tra pagine ruvide. Sono tutte parole quelle che viaggiano con noi fino a qui. Torino non sarà magica come la Praga di Ripellino, ma coltiva ugualmente bene i suoi misteri. Uno di questi è l'espansione di un Salone dedicato all'universo editoriale, allestito in una nazione dove, a dar retta ai dati statistici, i lettori abituali potrebbero essere facilmente confinati in una riserva. Sopra Torino il cielo del pomeriggio è d'acciaio, ma non trasmette cattivi presagi, al massimo preoccupa i viaggiatori sprovveduti come me che annusano aria di pioggia preoccupati dal non avere un ombrello che li ripari nella traiettoria da percorrere dalla stazione al Lingotto. L'intera zona intorno al Salone è elettrica. Anche qui capita di sentire i discorsi di manager del settore che parlano di "nuove sfide" da affrontare. E' ancora presto per poter dire se sono le solite scialbe frasi che dirigenti addetti al controllo dei bilanci finanziari piuttosto che all'editing di un testo, sono costretti a ripetere per mancanza di competenze specifiche e soprattutto di passione per un settore culturale dove ancora non esistono sitemi matematici infallibili per il controllo della qualità. L'acciaio del cielo declina verso la sera e incoraggia l'attesa mentre, in compagnia di altre centinaia di addetti ai lavori, compio un primo sopralluogo nella zona Fiera, come per accertarmi che davvero, da domani mattina, questa balena bianca sarà capace di inghiottirci tutti, libri inclusi, fino a lunedì 17 maggio.
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